05/10/2018

Napoli e Salerno, due porti che si completano crescendo

Il porto di Napoli è stato vittima di sei anni di commissariamento, che ne hanno congelato lo sviluppo, portando anche alla perdita di fondi europei che erano stati stanziati per l’espansione delle infrastrutture. La riforma della governance dei porti italiani ha fatto nascere l’Autorità di sistema del mar Tirreno centrale, che unisce Napoli, Salerno e Castellammare. Per la portualità campana si tratta adesso di definire un proprio ruolo nell’economia nazionale.

Negli ultimi anni due scali sono cresciuti contendendosi i container, come dimostra la vicenda della linea Ignazio Messina, storico cliente di Napoli che nel 2013 ha lasciato per trasferirsi a Salerno e che a marzo di quest’anno è tornata a Napoli. Ma l’unificazione sotto la guida di un’unica Authority è avvenuta all’insegna della valorizzazione delle complementarità. L’offerta della nuova Adsp è a 360 gradi e spazia dai container alle rinfuse, dal petrolio alle crociere, dai traffici ro-ro nazionali e internazionali ai battelli e traghetti, senza dimenticare le attività produttive dei cantieri navali e quelle turistiche delle marine per il diporto. Il disappunto nascosto è quello di non essere compresi nel progetto cinese di Nuova Via della Seta, che invece ha inserito nella propria road map i porti del Nord, tirrenici e adriatici. La (magra) consolazione è il sospetto, presenti in molti operatori dello shipping, è che gran parte dell’operazione cinese sia uno spot con molto fumo e poco arrosto, soprattutto per i traffici italiani. Intanto però la cinese Cosco ha lasciato lo scalo nel 2016 vendendo a Msc la propria quota nel terminal Conateco, concentrando sul Pireo i suoi traffici mediterranei ed entrando in società con Apm per il terminal di Vado Ligure.

Sul fronte delle infrastrutture, a Napoli sono stati avviati i dragaggi, opera attesa da anni e da cui dipende la successiva realizzazione del nuovo terminal container a Levante. L’Authority ha firmato un accordo con Rfi per lo sviluppo dei collegamenti ferroviari col retroporto. I traffic danno qualche soddisfazione, essendo cresciuti nel primo semestre dell’anno in corso nei due settori più prestigiosi. Le crociere hanno segnato un +17,8% rispetto allo stesso periodo del 2017 ( 429 mila passeggeri). I container dei due porti nel semestre sono stati quasi mezzo milione (+5,3%). In leggero calo passeggeri locali dei battelli per le isole minori (-1,6%), mentre i passeggeri dei traghetti sono aumentati dell’1,8%.

Per quanto riguarda i container, la forbice fra Napoli (267 mila teu) e Salerno (233 mila teu) si riduce leggermente. Entrambi crescono, ma Salerno (+6%) a un ritmo maggiore di Napoli (+4,7%). Inoltre a Salerno tirano di più i container pieni (+9,1%), mentre a Napoli, almeno nel primo semestre di quest’anno, a far lievitare i traffici sono i vuoti (+24,2%). Le rinfuse liquide a Napoli sono a 2,7 milioni di tonnellate (+5,2%). Salerno ha un suo traffico di rinfuse solide, in forte crescita (+44,6%). Il punto più dolente sono i traffici ro-ro, in calo del 9,4% (Salerno -10%, Napoli -8,6%) a 6,6 milioni di tonnellate, contro i 7,3 milioni del primo semestre 2017.

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